Cari amici,
siamo giunti in prossimità delle feste natalizie, oramai sempre più svuotate del loro autentico significato. Alcuni anni fa scrissi questi versi seduto ad un tavolino di un caffè nel centro di Trento, eravamo in prossimità delle feste natalizie; sono passati sette anni da quel giorno e dintorno tutto sta sempre più scivolando verso il baratro della disumanizzazione.
LO SPECCHIO GIRATO
Passi corrivi, sguardi asfaltati
il Natale si sveste del celeste
pavesano gli abituri con sciarpe
color del sangue e luci ad intermittenza.
Il retrogusto amaro del caffè,
lambisce il mio palato
come velati passaggi di donna.
Il bar si svuota
con augurose strette di mano:
mi ritrovo fuori a fumare senza tabacco;
le pareti del mio cervello
sono bianche, come il marmo dell’avello,
ed il cielo è uno specchio girato
in attesa che faccia neve.
Walter Vettori
sabato 12 dicembre 2009
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